Uno spruzzo di spumante che cade in un flûte, su fondo nero

Letargo

Metodo classico di Pinot Nero, riposato per mesi in grotta.

Scopri i tre vini

Affinato in grotta

Le bottiglie scendono a mano in grotta e restano lì per mesi, al buio, a dieci gradi.

Le bottiglie di Letargo nelle gabbie di ferro, in una nicchia buia delle Grotte di Bossea

Letargo nasce da due ragazzi appassionati di vino, che da anni lavorano nell'agroalimentare in provincia di Cuneo. La scintilla è una gita fuori porta alle Grotte di Bossea, a Frabosa Soprana, e da lì l'idea: far completare a un metodo classico di Pinot Nero la presa di spuma sottoterra.

Il metodo classico, lo stesso dello Champagne, fa nascere le bollicine con una seconda fermentazione in bottiglia. Per finirla, le bottiglie di Letargo scendono a mano nelle gallerie della grotta, su livelli diversi, e restano lì per mesi.

A differenza di una cantina, la grotta non ha bisogno di macchine: tiene da sola 10 °C e il 90% di umidità in ogni stagione, al buio. È il riposo lento che uno spumante chiede prima di essere pronto.

La prima bottiglia è uscita il 21 marzo 2019: il primo giorno di primavera, quando gli orsi si svegliano dal letargo.

10 °C tutto l'anno, 90% di umidità senza bisogno di regolarla, nessuna luce.

Qui dormivano gli orsi

La porta di legno della cantina in grotta, con il logotipo di Letargo e i graffi degli artigli dipinti

Ottantamila anni fa

Tra 80.000 e 12.000 anni fa le Grotte di Bossea erano la casa degli orsi delle caverne. Ci scendevano per il letargo invernale e per mettere al mondo i cuccioli al sicuro, fra torrenti sotterranei, laghi e colonne di stalagmiti. Aperte ai visitatori dal 1874, oggi sono le grotte turistiche più antiche d'Italia.

I segni sulla roccia

Sulle pareti si vedono ancora i solchi profondi dei loro artigli. Sono gli stessi che trovi sull'etichetta di ogni bottiglia e sulla porta della cantina in grotta.

Lo stesso riposo

Nelle stesse gallerie oggi riposa il vino, per lo stesso motivo: il buio, e una temperatura che non cambia mai. Da qui il nome. Letargo nasce in collaborazione con la Riserva naturale Grotte di Bossea.

Muovi il puntatore, o il dito, sulla parete: la torcia accende i graffi.

I tre vini

Tre spumanti metodo classico di Pinot Nero, affinati nelle Grotte di Bossea: due Blanc de Noir e un Rosé de Noir. Ognuno con la sua lamina sull'etichetta.

Una bottiglia di Letargo Nuit Noire appoggiata sulla roccia nelle Grotte di Bossea
Il Nuit Noire sulla roccia, in grotta.
Bottiglia di Letargo Blanc de Noir Brut, etichetta nera con scritta argento

Brut

Blanc de Noir, Pinot Nero, Brut

Perlage fine e persistente, giallo paglierino intenso con riflessi verdolini. Al naso fragrante, fruttato e floreale. In bocca complesso e vibrante.

Bottiglia di Letargo Nuit Noire Pas Dosé, etichetta nera con scritta oro

Nuit Noire

Blanc de Noir, Pinot Nero, Pas Dosé

Riposa nel punto più stretto e buio della grotta, da cui il nome. Dosaggio zero, senza zuccheri aggiunti. Note di crosta di pane, frutti rossi e agrumi; in bocca fresco, verticale e minerale. Con ostriche e crudi di mare.

Bottiglia di Letargo Rosé de Noir Brut, etichetta nera con scritta rosa

Rosé

Rosé de Noir, Pinot Nero, Brut

Rosa tenue, bollicina fine e persistente, spuma cremosa. Al naso prima fruttato e fragrante, poi un tocco delicato di pane tostato. Fresco e sapido, chiude secco e lungo.

Domande sul vino

Cosa vuol dire «affinato in grotta»?

Vuol dire che la seconda fermentazione in bottiglia, la presa di spuma, si completa nelle Grotte di Bossea invece che in cantina. Le bottiglie restano per mesi al buio, a 10 °C e al 90% di umidità: condizioni che la grotta mantiene da sola tutto l'anno.

Dove sono le Grotte di Bossea?

A Bossea, nel comune di Frabosa Soprana, in provincia di Cuneo, dentro una riserva naturale. Aperte ai visitatori dal 1874, sono le grotte turistiche più antiche d'Italia. Letargo nasce in collaborazione con la Riserva naturale Grotte di Bossea.

Cos'è un Blanc de Noir?

Uno spumante bianco fatto con uve a bacca nera, qui il Pinot Nero, lavorate senza prendere il colore della buccia. Il Brut e il Nuit Noire sono Blanc de Noir; il Rosé è un Rosé de Noir, che di quel colore ne tiene un po'.

Perché si chiama Nuit Noire?

Perché fra tutte le bottiglie è quella che riposa nel punto più stretto della grotta, dove la luce non arriva mai. È anche il più puro dei tre: un Pas Dosé, a dosaggio zero.

Che differenza c'è fra Brut e Pas Dosé?

Il dosaggio, cioè lo zucchero aggiunto dopo la sboccatura. Il Brut ne ha poco; il Pas Dosé, come il Nuit Noire, non ne ha affatto: è il più secco e diretto dei tre.

Filari di vigneto al tramonto

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